Direttiva efficienza energetica, via libera da Parlamento Ue
Fissazione di obiettivi indicativi di efficienza energetica in capo agli Stati membri, priorità alle ristrutturazioni degli edifici pubblici che assumono un ruolo "esemplare" nel risparmio energetico. Via libera dal Parlamento Ue l'11 settembre 2012 alla direttiva sull'efficienza energetica.
Il Parlamento ha approvato, con modifiche, la proposta presentata dalla Commissione il 21 giugno 2011 che abroga le direttive 2004/8/Ce e 2006/32/Ce. Tra le norme approvate, quella che stabilisce che ogni Stato membro fissa un obiettivo nazionale indicativo di efficienza energetica, basato sul consumo di energia primaria o finale, sul risparmio di energia primaria o finale o sull'intensità energetica. Nel farlo deve tenere conto che al 2020 il consumo energetico dell'Unione non dev'essere superiore a 1474 Mtoe (milioni di tonnellate di petrolio equivalente) di energia primaria o non superiore a 1078 Mtoe di energia finale.
Spazio a strategie nazionali volte alla ristrutturazione del parco immobili, con gli edifici pubblici a dare l'esempio. Dal 1° gennaio 2014 il 3% della superficie totale degli immobili riscaldati e/o raffreddati di proprietà delle Amministrazioni centrali degli Stati membri è ristrutturata ogni anno per rispettare almeno i requisiti minimi di prestazione energetica fissati dalla direttiva 2010/31/Ue (in corso di recepimento in Italia).
Documenti di riferimento
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Direttiva Parlamento europeo e Consiglio Ue 2006/32/Ce
Efficienza degli usi finali dell'energia e servizi energetici - Abrogazione della direttiva 93/76/Cee
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Direttiva Parlamento europeo e Consiglio Ue 2004/8/Ce
Promozione della cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato interno dell'energia
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Direttiva Parlamento europeo e Consiglio Ue 2010/31/Ue
Direttiva Epbd - Prestazione energetica nell'edilizia
Riferimenti
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Green energy audit. Manuale operativo per la diagnosi energetica e ambientale degli edifici
a cura di Giuliano Dall'O'