Milano, 22 febbraio 2013 - 00:00

Impianto eolico, dissenso "ambientale" motivato blocca il progetto

(Francesco Petrucci)

Il dissenso "ambientale" congruamente motivato di un'Amministrazione nella conferenza dei servizi per l'autorizzazione unica di un impianto eolico blocca il progetto se non viene nemmeno superato dalla rimessione della questione al Consiglio dei Ministri ex articolo 14-quater, legge 241/1990.

Lo ha deciso il Consiglio di Stato (sentenza 15 gennaio 2013, n. 220) ricordando il meccanismo del funzionamento della conferenza dei servizi nell'ambito di una autorizzazione unica provinciale di un impianto eolico ai sensi del Dlgs 387/2003 (articolo 12). Il risultato della conferenza è esprimere un parere unico "pesando" i pareri delle varie Amministrazioni, che possono anche essere non tutti positivi. Ma se tra questi c'è il dissenso motivato e congruo di un'Amministrazione preposta alla tutela ambientale e paesaggistica (nel caso di specie il dissenso della Soprintendenza e della Regione) allora il dissenso può essere superato solo demandando la questione a un Ente di Governo superiore (la Presidenza del Consiglio dei Ministri) ai sensi dell'articolo 14-quater, legge 241/1990.

Tale parere non è un "riesame" del dissenso qualificato ma una riconsiderazione dei suoi effetti che possono eventualmente essere impediti dando il via libera al progetto. Se la deliberazione del Consiglio dei Ministri (come è nel caso di specie) invece conferma il dissenso qualificato dell'Amministrazione locale, non c'è ragione di una particolare motivazione, come richiesto dall'impresa ricorrente, cioè non è necessario giustificare un "non-dissenso" dal dissenso, che nulla innova.

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