Obiettivi energia e clima al 2030, Parlamento Ue "sconfessa" Commissione
Troppo timidi gli obiettivi 2030 proposti dalla Commissione Ue per riduzione emissioni CO2, rinnovabili ed efficienza, occorrono target più alti e vincolanti nei singoli Stati. Lo ha deciso il Parlamento europeo nella risoluzione approvata il 5 febbraio 2014.
Il Parlamento Ue ha "sconfessato" le proposte della Commissione presentate il 22 gennaio 2014. Nella risoluzione "su un quadro per le politiche dell'energia e del clima all'orizzonte 2030" l'assemblea Ue insiste su tre fronti: obiettivo vincolante Ue per il 2030 di riduzione del 40% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990 (target già previsto dalla Commissione) che sia però effettivo e non fittizio; un obiettivo vincolante Ue che preveda la produzione di almeno il 30% del consumo finale complessivo di energia da fonti rinnovabili.
Infine, ed è qui la più marcata differenza con le proposte della Commissione, un obiettivo vincolante dell'Unione per il 2030 che preveda un'efficienza energetica del 40%, in linea con le ricerche sul potenziale di risparmio energetico efficace in termini di costi. Tutti e tre gli obiettivi dovrebbero essere attuati fissando obiettivi nazionali individuali che tengano conto della situazione e delle potenzialità di ciascuno Stato membro. La parola ora passa al Consiglio Ue.
Documenti di riferimento
-
Approvata dal Parlamento Ue il 5 febbraio 2014
-
Comunicazione Commissione Ue 22 gennaio 2014
Quadro politico Ue in materia di clima ed energia dal 2020 al 2030
-
Risoluzione Parlamento Ue 14 marzo 2013
La road map per l'energia 2050
Riferimenti
-
Imperativo energetico - Come realizzare la completa riconversione del nostro sistema energetico
di Hermann Scheer - Un libro di Edizioni Ambiente