Milano, 20 gennaio 2020 - 11:35

Ecodesign e etichetta energetica, per Corte Conti Ue normativa da migliorare

(Francesco Petrucci)

Secondo la relazione presentata dalla Corte dei Conti Ue il 15 gennaio 2020, ritardi e inadempienze nelle norme su ecodesign ed etichetta energetica hanno ridotto l'impatto positivo della normativa.

La relazione speciale 1/2020 della Corte dei Conti europea ("L'azione dell'Ue per la progettazione ecocompatibile e l'etichettatura energetica: significativi ritardi e inadempienze hanno ridotto l'importante contributo a una maggiore efficienza energetica") ha messo in evidenza l'importanza ed efficacia della normativa europea in materia di ecodesign (direttiva madre 2009/125/Ce e regolamenti ad hoc per singole categorie di prodotti) e di etichettatura del consumo energetico dei prodotti (direttiva 2010/30/Ue e ora regolamento 2017/1369/Ue nonché regolamenti ad hoc per i vari prodotti).

Se da un lato la normativa Ue ha contribuito e contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica (20% entro il 2020 e 32,5% entro il 2030 rispetto ai livelli indicati nelle proiezioni del 2007), dall'altro alcuni ritardi nell'emanazione dei regolamenti per i vari prodotti potevano essere evitati. I requisiti di progettazione dei prodotti non hanno riflettuto i progressi tecnologici e le etichette energetiche non hanno aiutato i consumatori a differenziare i prodotti in tutte le circostanze. Inoltre l'efficacia degli interventi ha risentito negativamente di ritardi significativi e di inadempienze da parte di fabbricanti e dettaglianti. La Corte Ue ha chiesto alla Commissione europea di migliorare le proprie politiche risolvendo le criticità.

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