Ci sono 600 milioni di euro stanziati e utilizzabili fin da subito per investimenti in tecnologie pulite, ma per problemi burocratici è ancora tutto fermo da quasi tre anni.
Si tratta del Fondo rotativo per Kyoto, un interessante strumento che prevede l’erogazione di 200 milioni di euro l’anno –per tre anni— a favore di cittadini, imprese (tra cui le ESCo) e soggetti pubblici, sotto forma di prestiti a tasso agevolato. “E’ pronto, ma non riusciamo a farlo partire a causa del mancato concerto dei vari ministeri”, ha ammesso il direttore generale del ministero dell’Ambiente Corrado Clini, intervenendo il 28 luglio in margine alla presentazione del Rapporto Energia Ambiente dell’Enea.
Tutto ha inizio con la
Finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296), che ai commi 1110 -1115 dell’articolo 1 istituiva il Fondo rotativo per Kyoto stabilendo che, entro tre mesi dall’entrata in vigore della Finanziaria, dovevano essere stabilite le modalità di erogazione dei finanziamenti per il triennio 2007-2009. Ma soltanto il
25 novembre 2008 il ministro dell’Ambiente ha firmato il decreto che stabilisce le modalità di erogazione dei finanziamenti a tasso agevolato. Altrettanto indicativo il fatto che la pubblicazione in Gazzetta ufficiale sia avvenuta soltanto il 21 aprile 2009, ben 5 mesi dopo la firma del decreto. Ma purtroppo l’iter non è ancora concluso: affinché diventi operativo, il decreto richiede una
circolare applicativa “da emanarsi entro 60 giorni dalla entrata in vigore del presente decreto”. I 60 giorni sono scaduti il giorno 22 giugno 2009.
Il ritardo accumulato ha fatto sì che i 200 milioni annui, previsti per il
triennio 2007-2009, verranno probabilmente spostati sul triennio 2009-2011 o su quello 2010-2012. Ma sulla data di partenza e sull’estensione temporale del beneficio
non vi è alcuna certezza. Infatti il Dm 25 novembre 2008, all’articolo 3 (“Dotazione del Fondo Kyoto”), fa ancora riferimento agli anni 2007, 2008 e 2009.
E gli altri documenti ufficiali – pochi, a dire il vero – in cui si fa riferimento al Fondo per Kyoto, invece di chiarire la questione, aumentano le perplessità. Ad esempio il Patto per l’Ambiente, siglato lo scorso 7 luglio dal Governo con 12 grandi imprese italiane, fa esplicito riferimento anche al “fondo di rotazione di 600 milioni di euro per l’attuazione del Protocollo di Kyoto che, nel periodo 2009-2012, può stimolare investimenti fino a 3 miliardi di euro”. Non si comprende come la durata triennale del Fondo rotativo possa essere spalmata sul quadriennio 2009-2012. In ogni caso, il fatto che soltanto un mese fa, il Fondo rotativo venisse presentato come uno dei punti chiave del Patto per l’Ambiente, faceva ben sperare sull’imminente pubblicazione dell’attesa circolare applicativa.
Ciò che, puntualmente, non è avvenuto. Anzi, l’approvazione in data 30 luglio del Documento di programmazione economico-finanziaria 2010-2013, ha aggiunto
ulteriore incertezza sulle scadenze temporali del Fondo rotativo. Nell’allegato al Dpef, “si conferma la validità di strumenti quali i fondi rotativi per la promozione delle tecnologie a basso contenuto di carbonio già avviati nell’anno precedente”. In realtà il Fondo per Kyoto non è “già avviato”, ma è soltanto stato firmato nel corso del 2008, per di più con quasi due anni di ritardo. “Tali Fondi” si legge nell’allegato al Dpef “possono essere rivolti al finanziamento sia di iniziative promosse da enti, imprese e cittadini finalizzate a garantire il rispetto dei parametri di Kyoto e sia di iniziative per il miglioramento della qualità dell’aria (PM10), prevedendo complessivamente una dotazione di 450 milioni di euro nel 2010, 425 milioni di euro nel 2011 e 400 milioni di euro nel 2012”.
Da notare come scompaia il riferimento al 2009, ma può essere comprensibile in quanto trattasi del Dpef per gli anni 2010-2013. Meno comprensibile il fatto che la dotazione del fondo per Kyoto venga
sommata al denaro stanziato per non meglio specificate “iniziative per il miglioramento della qualità dell’aria (PM10)”. Potrebbe forse trattarsi del “Bando di cofinanziamento per la diffusione di azioni finalizzate al miglioramento della qualità dell'aria nelle aree urbane ed al potenziamento del trasporto pubblico rivolto ai Comuni non rientranti nelle aree metropolitane”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale 21 marzo 2009. Ma i conti in ogni caso non tornano, trattandosi di un bando che prevede uno stanziamento complessivo di 34,9 milioni di euro.
In conclusione, consigliamo una visita alle
nuove pagine di Nextville dedicate al Fondo per Kyoto (vedi link qui sotto in
Riferimenti), per un migliore approfondimento del meccanismo economico e degli investimenti finanziabili. E non appena uscirà la circolare applicativa, ve ne daremo tempestiva notizia.
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