Milano, 6 agosto 2009 - 00:00

Flop incentivi per mobili, tv e computer

Con questo titolo è comparsa su La Repubblica del 3 agosto una pagina dedicata all’improbabile “misura urgente a sostegno dei settori industriali in crisi” (Dl 10 febbraio 2009, n.5).

Qualunque casalinga dotata di senso pratico avrebbe potuto prevedere questo flop, se qualcuno si fosse degnato di chiederle un parere. Bastava leggere bene le righe del provvedimento per capire la sua inutilità. Eppure la notizia aveva sollevato una seria aspettativa: ad esempio all’interno del sito Nextville la news e le pagine su questo tema risultano, da mesi, le più cliccate.

Tornando al provvedimento, la misura era già stravagante di per sé: un notevole beneficio fiscale (20%) non solo per l’acquisto di elettrodomestici, ma anche di televisori e ... di mobili. Ma non, come si potrebbe supporre, per generosità verso chi sta mettendo su casa, bensì per chi sta ristrutturando quella vecchia, ed è quindi già in pista per le detrazioni 36%.

C’è poi la questione dei tempi: gli interventi di ristrutturazione devono essere cominciati non prima del luglio 2008, ma l’acquisto dei mobili deve essere effettuato tra il 7 febbraio e il 31 dicembre 2009. Siamo dunque in periodo di piena crisi, è facile che le moltitudini attendano tempi migliori per rifare i bagni e i parquet. Comunque qualche benestante che può permettersi di buttar giù i muri ci sarà pure, e dunque perché evitare che costui abbia uno sconto fiscale anche sulla mobilia (non meglio specificata) e i televisori (giacché stiamo passando al digitale terrestre)?

Fatti tutti i conti delle burocrazie necessarie (capire come è fatta la legge, fare le lettere e i bonifici ai fornitori, preparare la documentazione per il commercialista ecc), calcoliamo infine a quanto danno diritto le detrazioni. Il tetto su cui calcolarle è di 10.000 euro di spesa (iva compresa), dunque approfittandone al massimo, la detrazione è di 2.000 euro. Sarebbe ancora un buon incoraggiamento, se non fosse che tale importo va scaricato in 5 anni. Dunque rata massima scaricabile per anno, 400 euro. Probabile che i benestanti  che stanno mettendo mano alla muratura e impiantistica della propria casa disdegnino di ottenere questo beneficio con tutti i vincoli e le procedure che esso comporta. O no?
E infatti a tutt’oggi sono arrivate meno di 100 domande, segnalano a La Repubblica i rappresentanti di Federlegno e di Anie (l’associazione delle aziende elettrotecniche ed elettroniche). Ma specificano anche di aver segnalato fin dall’inizio che la cosa non avrebbe funzionato. E che i due settori avrebbero bisogno di ben altro: i fatturati stanno scendendo a ritmi tra il 30 e il 40%.

Un altro colpo di bacchetta magica andato sprecato.