I dati ufficiali del GSE contenuti in “Statistiche sulle fonti rinnovabili in Italia – anno 2008” confermano il buon momento delle rinnovabili italiane.
A fine 2008, infatti, risultavano installati
23.859 MW da fonti rinnovabili, per una produzione complessiva di
58.164 GWh, con un incremento di oltre il
21% rispetto al 2007. Per il
fotovoltaico il 2008 si è confermato come l’anno della svolta, grazie ad una potenza installata di 431 MW rispetto agli 87 MW del 2007, pari ad un aumento di circa il
400%. Ottimi numeri anche per le
biomasse e l’
eolico, che rispetto al 2007 sono cresciute rispettivamente del
16% e del
30%. Va notato che il merito dell’incremento della produzione da rinnovabili è soprattutto della
fonte idrica (+ 27%), che da sola contribuisce ad oltre
2/3 della produzione rinnovabile italiana.
Complessivamente, nel 2008 la quota di produzione elettrica da rinnovabili è stata pari al
18,2% della produzione elettrica italiana. Un dato leggermente superiore alla media dell’Europa dei 15 (17,5%), anche se sul totale dell'energia verde il peso delle nuove rinnovabili (eolico e solare) è ancora percentualmente poco rilevante.
Ma il rapporto del GSE non si limita a riportare dati nazionali ed europei, ma individua il contributo percentuale di
ogni regione italiana, fonte per fonte. Si “scopre” allora che la
Puglia nel 2008 è stata la regione
più virtuosa, contribuendo da sola al 27,1% della produzione eolica e al 12,3% della produzione solare italiana. Ma in termini assoluti, è la
Lombardia che primeggia: con oltre un quarto dell'energia prodotta in Italia da idroelettrico, la sola Lombardia ha assicurato il
20,4% della produzione rinnovabile totale.
Insomma, la pubblicazione di questo rapporto del GSE dovrebbe rappresentare un’occasione per fare il punto della situazione e per ridefinire il ruolo delle regioni all’interno della programmazione energetica nazionale. E il taglio “regionalista” di questo rapporto 2008 non è certamente casuale: numerose infatti sono ancora le incognite che riguardano il meccanismo del burden sharing, cioè la ripartizione regionale degli obiettivi europei al 2020, su cui è attesa a breve l'emanazione dei decreti attuativi.
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