Milano, 12 aprile 2012 - 00:00

Il futuro del fotovoltaico è in 3D

Gli scienziati del MIT stanno cercando di migliorare l'efficienza delle celle fotovoltaiche seguendo un approccio nuovo: costruire torri o cubi di celle che sfruttino i vantaggi della tridimensionalità.

I risultati dei test effettuati sono molto positivi: le diverse strutture utilizzate per le prove hanno prodotto, infatti, una quantità di energia che va da due a più di venti volte rispetto a quella prodotta da pannelli tradizionali su una superficie identica.

Utilizzando degli algoritmi è stato possibile verificare un'enorme varietà di configurazioni tridimensionali diverse e sviluppare un software che le testasse sulla base della latitudine, delle stagioni e delle condizioni atmosferiche. Poi una volta ultimati i modelli informatici, i ricercatori hanno costruito tre differenti configurazioni tridimensionali di celle fotovoltaiche (vedi la foto) che sono state sperimentate per diverse settimane sul tetto del laboratorio del MIT.

Sebbene il costo dell'energia prodotta dai moduli in 3D sia maggiore rispetto ai pannelli tradizionali, lo scarto è in parte compensato dalla maggiore produzione di energia, che con il 3D risulta essere più costante nel corso del giorno, delle stagioni e in presenza di nubi.

Queste caratteristiche renderebbero le nuove celle molto adatte ai climi meno caldi, ma anche ai mesi invernali e alle giornate nuvolose, in quanto la nuova configurazione permette di sfruttare maggiormente, attraverso strutture verticali, la luce del sole durante la mattina, la sera e in inverno, e cioè quando il sole è più vicino all'orizzonte.

Secondo gli scienziati del MIT i tempi sono maturi per un'innovazione del genere, grazie al fatto che i prezzi delle celle sono scesi drasticamente negli ultimi anni, e con essi anche quelli delle strutture di supporto, dei collegamenti e delle installazioni. Dieci anni fa, infatti, un'idea del genere non sarebbe stata economicamente percorribile mentre oggi i prezzi più accessibili la rendono pronta a uscire dai laboratori e affrontare il mercato.

I moduli in 3D potranno essere molto utili in quelle località dove lo spazio è limitato, come ad esempio i tetti orizzontali e in generale negli ambienti urbani. Allo stesso modo sarà possibile applicarle su larga scala, come ad esempio in grandi impianti solari, ma solo una volta che gli effetti di ombreggiamento tra una torre e l'altra saranno minimizzati dai ricercatori.

Riferimenti