Sicurezza energetica: la proposta di Elettricità futura
Milano, 1 marzo 2022 - 10:17

Sicurezza energetica: la proposta di Elettricità futura

(Tiziana Giacalone)

Autorizzare entro il mese di giugno 60 GW di nuovi impianti rinnovabili attraverso un'azione congiunta tra Governo e Regioni.

È la proposta che Elettricità futura, associazione di Confindustria che rappresenta il 70% del mercato elettrico nazionale, ha avanzato per superare l’emergenza energetica puntando sulle Fer.

Nelle slide diffuse dall'associazione in occasione della conferenza stampa del 25 febbraio 2022, si sottolinea sia l'aumento del prezzo del gas, che in Italia è quadruplicato, sia la drammatica situazione geopolitica.

Per superare l'emergenza energetica e rendere l'Italia energeticamente più sicura e indipendente occorrerebbe "accelerare al massimo sull'energia nazionale" spingendo sulle rinnovabili, in particolare sulla produzione di biometano.

Ma, ciononostante, l'Italia rappresenta il caso peggiore di burocrazia in Europa. Dai dati riportati da Elettricità futura si evince, infatti, che un iter autorizzativo per un impianto rinnovabile ha una durata media di 7 anni, mentre la normativa prevede una durata di 1 solo anno.

Inoltre, nel nostro Paese l'eccesso di burocrazia blocca il 50% dei progetti presentati, mentre l'altro 50% viene realizzato con 6 anni di ritardo.

Questa situazione, unitamente alla grave emergenza energetica creata dalla guerra in corso, potrebbe essere superata, stando alle dichiarazioni di Energia futura, autorizzando "60 GW di rinnovabili, pari a solo un terzo delle domande di allaccio per i nuovi impianti già presentate a Terna".

I nuovi impianti farebbero risparmiare "15 miliardi di m3 di gas ogni anno, ovvero il 20% del gas importato. O, in altri termini, oltre 7 volte rispetto a quanto il Governo stima di ottenere con l'aumento dell’estrazione di gas naturale".

Riferimenti