Nucleare: dal rinascimento alla stagnazione
Solare e vento superano per la prima volta il nucleare fortemente penalizzato dagli elevati costi di costruzione e del fine vita, tempi lunghi di costruzione e anomalie tecniche.
Sono questi gli argomenti affrontati da Gianni Silvestrini nel capitolo 14° del suo libro “Che cos'è l'energia rinnovabile oggi”. Tra i 99 reattori chiusi nel mondo nell'ultimo decennio e quelli collegati alla rete, che non superano i 5 all'anno, il futuro del nucleare è lontano dal “rinascimento” lanciato da G. W. Bush nel 2001. L’Iea (International Energy Agency) ha addirittura lamentato la “stagnazione dell’energia nucleare”.
Secondo l'autore, i tempi infiniti per le costruzioni delle nuove centrali, i costi — che per conseguenza triplicano rispetto alle stime iniziali – e le anomalie tecniche hanno condizionato la diffusione del nucleare.
Cresce infatti il numero dei reattori fermi per manutenzione, che per esempio in Francia hanno provocato una flessione di oltre il 25% della produzione nucleare. In questo scenario "meglio puntare sulle rinnovabili, con tempi di installazione rapidi e con costi molto inferiori" chiosa Silvestrini e continua "sempre più paesi escono dal nucleare". Se l'Italia è uscita dal nucleare dopo due referendum, la Germania ha deciso di chiudere progressivamente tutte le centrali e intende colmare il gap con le rinnovabili.
Ma quanto incidono sulla diffusione del nucleare i costi di gestione del fine vita delle centrali e delle scorie? Per scoprirlo leggete Che cosa è l'energia rinnovabile oggi, di Gianni Silvestrini, con i contributi di Giuseppe Barbera, Tommaso Barbetti, David Chiaromonti, Giacomo Talluri, G.B. Zorzoli, Edizioni Ambiente, 2022.