Milano, 14 luglio 2022 - 14:46

Progetti spacchettati a rischio Via

(Alessandro Geremei)

Nel caso di impianti "sostanzialmente avvinti dal vincolo della complessità", ai fini della valutazione di impatto ambientale rilevano non solo le dimensioni del progettato ampliamento di opera già esistente, bensì le dimensioni dell'opera finale.

A incidere sull'ambiente, argomenta il Consiglio di Stato nella sentenza 5465/2022, è l'opera finale – ovvero risultante dalla somma dell'opera esistente con quella nuova – nel suo complesso ed è questa, quindi, che deve essere sottoposta a valutazione ambientale.

Il Giudice ha così deciso di respingere il ricorso presentato contro una determinazione con la quale la Regione Campania ha comunicato l’archiviazione di una istanza di Via, relativa alla costruzione di un parco eolico in ampliamento di quello preesistente, ritenendo che la stessa rappresentasse uno "spacchettamento del progetto" finalizzato ad escludere la Via statale e semplificare l'iter autorizzatorio e l'accesso agli incentivi pubblici.

Secondo il CdS, né la presentazione delle istanze di autorizzazione dei due parchi eolici in momenti differenti (nel caso specifico, a distanza di sette anni), né la loro (peraltro limitata) distanza possono valere ai fini del riconoscimento dei due impianti come "distinti" quando, come nel caso esaminato, la P.a. può legittimamente trarre la conclusione di trovarsi al cospetto di un unico progetto, sulla base di elementi indiziari o sintomatici della unicità della operazione imprenditoriale (quali l'unicità dell'interlocutore con la P.a., della società autorizzata e del punto di connessione).

Documenti di riferimento