Milano, 14 settembre 2022 - 17:12

Rinnovabili, Parlamento Ue spinge per il 45%

(Francesco Petrucci)

Il Parlamento europeo il 14 settembre 2022 ha approvato la proposta di direttiva sulle energie rinnovabili, chiedendo una spinta verso il 45% delle stesse utilizzate nel consumo finale di energia al 2030.

La proposta di direttiva modifica la direttiva 2018/2001/Ue anche con lo scopo di spingere verso gli obiettivi di riduzione del 55% delle emissioni di gas serra come previsto dal pacchetto "Fit fo 55" della Commissione europea. Attualmente la quota di energia rinnovabili nel consumo finale dell'energia della Ue da raggiungere al 2030 è del 32%, e il 45% è un aumento significativo. L'industria è chiamata a dare il proprio contributo incrementando l'uso delle rinnovabili dell'1,9% all'anno e le reti di teleriscaldamento del 2,3%. Di rilievo l'obbligo per gli Stati membri di sviluppare due progetti transfrontalieri per l'espansione dell'energia da rinnovabili. Gli Stati che consumano annualmente più di 100 TWh dovranno svilupparne un terzo entro il 2030. Per quanto riguarda le biomasse legnose, la proposta di direttiva stabilisce che gli Stati membri devono garantire che l'energia da biomassa sia prodotta in modo tale da ridurre al minimo indebiti effetti di distorsione sul mercato delle materie prime della biomassa e ripercussioni negative su biodiversità, ambiente e clima, tenendo conto della gerarchia dei rifiuti (articolo 4, direttiva 2008/98/Ce) e del principio a cascata di priorità nell’utilizzo (prodotti a base di legno; prolungamento del loro ciclo di vita; riutilizzo; riciclaggio; bioenergia e smaltimento).

Via libera dal Parlamento europeo anche alla proposta di direttiva che abroga e sostituisce la direttiva 2012/27/Ue sull'efficienza energetica (mantenendone molti aspetti) con l'obbligo per gli Stati membri di garantire entro il 2030 una riduzione del consumo di energia pari almeno al 40% del consumo di energia finale e al 42,5% del consumo di energia primaria rispetto alle proiezioni dello scenario di riferimento 2007. Il consumo complessivo di energia finale degli enti pubblici nel loro insieme deve essere ridotto almeno del 2% l'anno rispetto all'anno X-2 (dove X è l'anno di entrata in vigore della direttiva).

Il Consiglio Ue ha espresso la sua posizione sugli schemi di direttiva il 27 giugno 2022 e ora si apre il dialogo col Parlamento per giungere ad un testo condiviso.

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