Rinnovabili, accordo Ue: almeno 42,5% al 2030
Il 30 marzo 2023 Parlamento europeo e Consiglio Ue hanno raggiunto l'accordo sulla proposta di direttiva sulle energie rinnovabili con l'aumento della quota da raggiungere al 2030 pari al 42,5%.
La proposta dovrà ora essere votata formalmente dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Il target obbligatorio del 42,5% è un compromesso tra la posizione del Parlamento (45%) e quella del Consiglio (40%). Le Istituzioni Ue hanno convenuto un ulteriore aumento indicativo del 2,5% che consentirebbe di raggiungere il 45%. L'accordo provvisorio fissa anche un obiettivo indicativo di almeno il 49% di quota di energia rinnovabile negli edifici entro il 2030.
L'industria dovrà aumentare l'uso di rinnovabili annualmente dell'1,6%, mentre entro il 2030 il 42% dell'idrogeno utilizzato nell'industria dovrà provenire da combustibili rinnovabili di origine non biologica (target che sale al 60% entro il 2035).
Tra le altre novità della proposta di direttiva una "corsia veloce" per i progetti di impianti a fonti rinnovabili: gli Stati membri dovranno individuare aree di accelerazione nelle quali l'autorizzazione degli impianti sarà semplificata e rapida. L'accordo provvisorio rafforza i criteri di sostenibilità per l'uso della biomassa per l'energia, al fine di ridurre il rischio di una produzione di bioenergia non sostenibile.
Documenti di riferimento
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Direttiva Parlamento europeo e Consiglio Ue 2023/2413/Ue
Promozione dell’energia da fonti rinnovabili (cd. direttiva "Red III")
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Pacchetto "Fit for 55", il piano Ue per il clima
La panoramica delle misure proposte dalla Commissione europea per l'abbattimento del 55% delle emissioni di gas serra al 2030, aggiornata all'approvazione definitiva da parte del Consiglio Ue il 12 aprile 2024 della proposta di direttiva sulla prestazione energetica in edilizia