Agrivoltaico e aree idonee: le novità dopo la conversione del Transizione 5.0
Milano, 21 gennaio 2026 - 11:36

Agrivoltaico e aree idonee: le novità dopo la conversione del Transizione 5.0

(Olindo Casullo)

Con la conversione in legge del decreto Transizione 5.0 (Dl 21 novembre 2025, n. 175), il legislatore interviene in modo mirato sul regime delle aree idonee, introducendo correttivi che incidono direttamente sulla disciplina dell'agrivoltaico.

Il testo convertito conferma un principio chiave: gli impianti agrivoltaici sono sempre ammessi nelle aree idonee, a condizione che sia garantita la continuità delle attività agricole e pastorali. La norma rafforza così l'impostazione già contenuta nel decreto, valorizzando le configurazioni "avanzate", con moduli sopraelevati da terra e l'impiego di sistemi di agricoltura digitale.

Inoltre, viene precisato che le Regioni dovranno individuare le aree agricole idonee nel rispetto di una forbice quantitativa compresa tra lo 0,8% e il 3% della Superficie agricola utilizzata (Sau) a livello regionale.

La conversione introduce inoltre nuovi presìdi di garanzia. In primo luogo, diventa obbligatoria una dichiarazione asseverata, redatta da un professionista abilitato, volta ad attestare la capacità dell'impianto di preservare la continuità produttiva. In concreto, l'impianto dovrà assicurare almeno l'80% della produzione lorda vendibile agricola.

Ai Comuni è poi attribuito un ruolo di vigilanza sostanziale: per i cinque anni successivi all'installazione dovranno verificare che l'attività agricola o pastorale prosegua effettivamente. In caso di mancata continuità, sono previste sanzioni e l'obbligo di ripristino dello stato dei luoghi.

Infine, il legislatore chiarisce il perimetro temporale di applicazione delle nuove regole. Le disposizioni introdotte non si applicano ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del decreto, ma solo a condizione che si tratti di procedure che abbiano già superato la verifica di completezza documentale.

Riferimenti