Riscaldamento e raffrescamento: cresce l'uso delle rinnovabili in Europa
Secondo i dati Eurostat, la media europea ha raggiunto quota 26,7%, segnando un incremento rispetto al 2023 pari a 0,5 %, un aumento positivo ma inferiore alla media annua di crescita registrata negli ultimi vent'anni (+0,75%).
La quota di rinnovabili sul consumo finale lordo di energia per il riscaldamento e il raffrescamento continua ad aumentare gradualmente, trainata soprattutto dal contributo della biomassa e dalla crescente diffusione delle pompe di calore.
Tra i Paesi più virtuosi spiccano ancora una volta quelli del Nord Europa: Svezia in testa con il 67,8%, seguita da Finlandia (62,6%) e Lettonia (61,8%). All'estremo opposto si collocano Irlanda (7,9%), Paesi Bassi e Belgio (entrambi all'11,3%). L'Italia, invece, si mantiene su una quota di circa 20%, al di sotto della media europea.
Nel confronto con il 2023, 16 Stati membri hanno registrato un aumento della quota di rinnovabili nel settore. Gli incrementi più consistenti si sono avuti a Malta (+6,0 punti percentuali), Lussemburgo (+3,7) e Danimarca (+1,9). Di contro, le flessioni più marcate sono state osservate in Estonia (-11,1), Grecia (-2,9) e Bulgaria (-1,9).
I dati confermano una tendenza complessivamente positiva a livello europeo, ma mettono anche in luce forti differenze tra Paesi e la necessità, per alcuni Stati membri, di accelerare le politiche di decarbonizzazione nel settore del riscaldamento e raffrescamento per centrare gli obiettivi climatici al 2030.
Riferimenti
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Small increase in renewable heating & cooling in 2024
sul sito dell'Eurostat