Sentenza Consiglio di Stato 27 luglio 2021, n. 5567
Fotovoltaico - Trasformazione tettoia abusiva in pergolato per pannelli fotovoltaici - Legittimità - Cila e prescrizioni su distanze tra pannelli - Sufficiente - Demolizione - Esclusione
N.d.R.: Il provvedimento viene pubblicato nei suoi termini testuali ritenendo arbitrario procedere alla correzione di eventuali errori in esso contenuti.
È sufficiente la Cila per trasformare una tettoia (parzialmente demolita) in pergolato con copertura di pannelli fotovoltaici.
Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza del 27 luglio 2021, n. 5567 decidendo sul ricorso contro una sentenza del Tar a cui si è rivolta la proprietaria di un'area confinante con quella in cui insisteva una tettoia divenuta abusiva per il superamento della volumetria disponibile, e successivamente trasformata, a norma del regolamento edilizio di un Comune nella bergamasca, in un pergolato fotovoltaico. Come i primi giudici, anche il Consiglio di Stato ritiene che il proprietario abbia legittimamente presentato una Cila (Comunicazione inizio lavori), più volte integrata, chiedendo l'assenso per gli interventi edilizi necessari a ospitare sulla struttura della tettoia, già parzialmente demolita, i pannelli fotovoltaici. La struttura, rientrando tra quelle considerate "leggere" (per superficie, tipologia copertura e apertura su 3 lati), ricade infatti nella disciplina della Cila anche se la copertura non è costituita da rampicanti.
Inoltre, Il Comune, contrariamente all'inerzia paventata dalla ricorrente, ha comunicato l'acquisizione dell'istanza, aggiungendo una richiesta con prescrizioni particolari. Ovvero, facendo riferimento alla relazione di calcolo strutturale del tecnico di parte, è stata prescritta una distanza minima di cinque centimetri tra i pannelli fotovoltaici. (TG)
Consiglio di Stato
Sentenza 27 luglio 2021, n. 5567
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